Missione della Chiesa
La Chiesa non venne fondata come istituzione autoritaria per imporre al mondo il nome e l'insegnamento di Cristo, ma come istituzione per recare testimonianza di Cristo e presentarlo al popolo.
Cristo stesso, non la Chiesa a la potenza trasformatrice nella vita umana, ma la Chiesa venne fondata sotto l'Impero Romano e sviluppò gradualmente una forma di governo simile al mondo politico nel quale esisteva, divenendo una vasta organizzazione autocratica, governata dall'alto.
Forma originale di governo della Chiesa
Sul finire dell’età apostolica, le chiese erano indipendenti l’una dall'altra, ciascuna guidata da un consiglio di pastori. Il capo principale venne poi chiamato vescovo, gli altri presbiteri. Gradualmente la giurisdizione di un vescovo giunse ad estendersi sulle città vicine minori.
II primo papa
La parola «papa» significa padre. Da principio essa veniva applicata a tutti i vescovi occidentali. Verso il 500 A.D. comincia ad essere limitata al vescovo di Roma e presto nell'uso comune acquistò il significato di vescovo universale. La lista cattolica dei papi comprende i vescovi di Roma dal I sec. in poi, ma i vescovi di Roma non furono papi per ben 500 anni. L'idea che il vescovo di Roma dovesse avere autorità sopra tutta la Chiesa si sviluppò gradualmente e fu aspramente combattuta a ogni passo e non e mai stata universalmente accettata.
Pietro
La tradizione cattolica secondo cui Pietro fu il primo papa e pura e semplice invenzione. Nel N. P. non viene fatto alcun accenno e non viene fornita alcuna prova qualsivoglia, che Pietro sia mai stato vescovo di Roma. Né tanto meno egli pretese per sé l'autorità che i papi si sono attribuita. Sembra che Pietro avesse un divino presentimento che i suoi «successori» si sarebbero comportati «signoreggiando il gregge del Signore, anziché esserne l'esempio» (1Pi. 5:3).
Primi vescovi di Roma
Lino (67-79 A. D.?) - Cleto (79-91 A. D.?).
Clemente (91-100 A. D.) scrisse una lettera alla chiesa di Corinto in nome della chiesa di Roma, non a nome suo, nella quale non vie alcun accenno di autorità papale quale venne poi assunta dai papi.
Evaristo (100-109 A. D.); Alessandro I (109-119); Sisto I (119-128); Teleforo (128-139); Igino (139-142); Pio I (142-154).
Inizio della politica dominatrice di Roma
Aniceto, vescovo di Roma (154-168), tentò di influenzare Policarpo, vescovo di Smirne, a cambiare la data dell’osservanza della Pasqua, ma Policarpo ricuso. Sotero (168-176); Eleuterio (177-190).
Vittore I (190-202) minaccio di scomunicare le chiese orientali perché celebravano la Pasqua il 14 di Nisan (1). Policrate, vescovo di Efeso, replica di non temere le minacce di Vittore ed asserì l'indipendenza della propria autorità. Ireneo di Lione, benché vescovo occidentale e appoggiante il punto di vista occidentale sull'osservanza della Pasqua, cioè il giorno particolare della settimana piuttosto che il mese, rimproverò Vittore per aver cercato di imporsi alle chiese orientali.
(1) Mese del calendario adottato dai Giudei dopo l'esilio e corrispondente al periodo marzo-aprile.
Crescente influenza di Roma
Zefirino (202-218). Callisto I (218-223) fu il prima a basare la sua asserzione su Mt. 16:18. Tertulliano lo definì «usurpatore» quando parlava come vescovo dei vescovi.
Urbano I (223-230); Ponziano (230-235); Antero (235-236).
Fabiano (236-250); Cornelio (251-252); Lucio I (252-253).
Stefano I (253-257) si oppose a certe pratiche battesimali in uso presso la Chiesa dell'Africa Settentrionale. Cipriano, vescovo di Cartagine, rispose che ciascun vescovo era supremo nella propria diocesi e rifiutò di cedere a Stefano. Nondimeno si accrebbe sempre più l’ideka che Roma, la capitale, dovesse essere a capo della Chiesa, proprio come era a capo dell'Impero.
Sisto II (257-258); Dionisio (259-269); Felice I (269-274).
Eutichiano (275-283); Caio (283-296); Marcellino (296-304).
Marcello (308-309); Eusebio (309-310); Milziade (311-314).
Unione tra Chiesa e Stato
Silvestro I (314-335) era vescovo di Roma quando, sotto Costantino, il cristianesimo fu reso virtualmente religione di stato dell'Impero Romano. La Chiesa divenne immediatamente una istituzione di vasta importanza nella politica mondiale. Costantino si considerava capo della Chiesa. Convocò e presiedette il Concilio di Nicea, il primo concilio mondiale della Chiesa. Questo concilio accordò ai vescovi di Alessandria e Antiochia piena giurisdizione sulle loro province, come il vescovo di Roma la deteneva sulla sua, senza alcun accenno al loro stato di sottomissione a Roma.
Marco (336-337). Giulio I (337-352). II Concilio di Sardica (343) composto di rappresentanti delle sole chiese d'occidente, quindi non ecumenico, fu il primo concilio che riconobbe l’autorità del vescovo di Roma.
I cinque patriarchi
Entro la fine del sec. IV le chiese ed i vescovi della cristianità erano in gran parte dominati da cinque grandi centri: Roma, Costantinopoli, Antiochia, Gerusalemme e Alessandria, i cui vescovi venivano chiamati patriarchi, aventi uguale autorità tra di essi, con pieno controllo delle proprie province. Dopo la divisione dell'impero (395 A.D.), in Oriente e Occidente, i patriarchi di Antiochia, Gerusalemme e Alessandria pervennero ad un graduale riconoscimento della funzione di guida da parte di Costantinopoli. Da quel momento iniziò quindi tra Roma e Costantinopoli la lotta per la guida della cristianità.
Liberio (352-366); Damaso (366-384).
Divisione dell'Impero Romano
Siricio (385-398), vescovo di Roma, nella sua brama di potere temporale, pretese giurisdizione universale sulla Chiesa, ma sfortunatamente per lui, ai suoi giorni l’impero si divise in due parti (395), Oriente ed Occidente, cosa che rese ancor più difficile per il vescovo di Roma far riconoscere dall'oriente la propria autorità.
Anastasio (398-402).
La “Città di Dio” di Agostino
Innocenzo I (402-417) si faceva chiamare «Capo della Chiesa di Dio» e si attribuì il diritto di definire le più importanti questioni controverse nell'intera Chiesa.
Zosimo (417-418); Bonifazio (418-422); Celestino I (422-432).
Sisto III (432-440). L'Impero d'Occidente si andava ora rapidamente sgretolando. Tra le tempeste delle immigrazioni barbariche e nella ansietà e le difficoltà di quei tempi, Agostino scrisse la sua opera monumentale, «La Citta di Dio», nella quale dominava la visione di un impero cristiano universale. Questo libro esercito profonda influenza nel formare una opinion favorevole ad una gerarchia universale della Chiesa sotto un solo capo e suscito le pretese di signoria da parte di Roma.
Così la Chiesa andava mutando la sua natura, rifacendosi ad immagine dell'impero Romano.
Riconoscimento imperiale delle pretese papali
Leone I (440-461) viene da alcuni storici chiamato il primo papa. Le sventure dell'impero gliene offrirono l’occasione. L'Oriente era dilaniato dalle controversie, mentre l'Occidente, sotto la guida di imperatori deboli, si disfaceva davanti ai barbari. Leone era l'unico uomo valido del momento. Egli sostenne di essere, per scelta divina, primate di tutti i vescovi, e nel 445 ottenne dall'imperatore Valentiniano III il riconoscimento imperiale alle sue pretese.
Nel 452 egli persuase Attila, re degli Unni, a risparmiare la città di Roma. Più tardi indusse Genserico, re dei Vandali, ad aver merce della città. Tutto questo accrebbe grandemente la sua reputazione. Egli si proclamò signore di tutta la Chiesa, asserì l’esclusività del papato universale, affermando che la resistenza al suo volere era una strada sicura per l'inferno, e proclamò la pena di morte per il peccato di eresia.
Il Concilio di Calcedonia (451), composto di vescovi riuniti da tutte le parti del mondo, nonostante il decreto imperiale e le pretese di Leone, diede al patriarca di Costantinopoli prerogative uguali a quelle del vescovo di Roma.
Ilario (461-468) continuò la linea politica del predecessore.
La caduta di Roma
Al momento della caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476) era papa di Roma, Simplicio (468-483). Questo avvenimento storico lascio i papi liberi dalla autorità civile. I vari nuovi regni barbarici nei quali l’impero si era frazionato, fornirono al papa l'occasione di contrarre vantaggiose alleanze, e gradualmente il papa divenne la figura più importante dell'Occidente.
Felice III (483-492); Gelasio (492-496); Anastasio II (496-498); Simmaco (498-514); Ormisda (514-523); Giovanni I (523-525); Felice IV (526-530); Bonifazio II (530-532); Giovanni II (532-535); Agapeto I (535-536); Silverio (536540); Vigilio (540-554); Pelagio I (555-560); Giovanni III (560-573); Benedetto I (574-578); Pelagio II (578-590).
II primo vero papa
Primo papa viene generalmente considerato Gregorio I (590-604). Egli apparve in un momento di anarchia politica e di grande abbattimento generale in tutta l'Europa. Dopo la caduta di Roma (476), l'Italia era divenuta regno dei Goti, poi provincia bizantina sotto il controllo dell'imperatore d'oriente, ed ora veniva saccheggiata dai Longobardi. L'influenza di Gregorio sui vari re ebbe un effetto stabilizzatore. Egli istituì il più completo controllo sulle chiese d'Italia, Spagna, Gallia ed Inghilterra, la cui conversione al cristianesimo fu il più grande avvenimento della sua vita. Egli si adopero instancabilmente per la purificazione della Chiesa; depose vescovi negligenti o indegni e combatté con grande zelo la pratica della simonia ossia vendita delle cariche. Esercitò grande influenza in oriente, benché non affermasse giurisdizione sopra la Chiesa Orientale. Il Patriarca di Costantinopoli si autodefinì «Vescovo universale». Ciò irrito grandemente Gregorio che respinse il titolo come malvagio e vanaglorioso, e non volle che venisse applicato alla propria persona, ma tuttavia esercitò tutti i poteri e l’autorità da esso rappresentati. Condusse buona vita personale e fu uno dei papi migliori e più puri, instancabile nei suoi sforzi per la giustizia verso gli oppressi ed illuminato nella carità verso i poveri. Se tutti i papi fossero stati come lui, ben diversa sarebbe la stima che il mondo ha del papato!
Sabiniano (604-606); Bonifazio III (607); Bonifazio IV (609-614); Deusdedit (615-618); Bonifazio V (619-625); Onorio I (625-638); Severino (640); Giovanni IV (640-642); Teodoro I (642-649); Martino I (649-653); Eugenio I (654-657); Vitaliano (657-672); Adeodato (672-676); Dono I (676-678); Agatone (678-682).
Leone II (682-683) dichiarò eretico Onorio I. Cosa strana: un papa infallibile dichiara eretico un altro papa infallibile.
Si dà pero il caso che i papi non divenissero infallibili finché non li rese tali il Concilio Vaticano.
Benedetto II (684-685); Giovanni V (685-686); Cono (686-687); Sergio I (687-701); Giovanni VI (701-705); Giovanni VII (705-707); Sisinnio (708); Costantino (708-715); Gregorio II (715-731); Gregorio III (731-741).
II papa diviene sovrano temporale
Zaccaria (741-752) fu lo strumento che fece di Pipino, padre di Carlomagno, il re dei Franchi, un popolo germanico che occupava la Germania occidentale e la Francia settentrionale.
Stefano II (752-757): Dietro sua richiesta Pipino scese in Italia con il suo esercito, sconfisse i Longobardi e diede le loro terre, gran parte dell'Italia Centrale, al papa.
Fu questo l’inizio degli Stati Pontifici o dominio temporale dei papi. Il dominio temporale dei papi su Roma e l'Italia Centrale, cosi stabilito da papa Zaccaria e Stefano, e riconosciuto da Pipino nel 754, venne in seguito confermato da Carlo Magno nel 774. Così l'Italia Centrale, un tempo il centro dell'Impero Romano, divenne quindi un regno gotico governato dal «Capo della Chiesa». Questo regno temporale della Chiesa durò 1000 anni, fino al 1870, quando allo scoppio delle ostilità tra Francia e Germania, re Vittorio Emanuele II s'impossesso di Roma ed annesse al regno d'Italia gli Stati Pontifici.
Paolo I (757-767); Stefano II (768-772); Adriano I (772-795).
Carlo Magno accresce il potere papale
Leone III (795-816) in segno di ringraziamento per il riconoscimento da parte di Carlo Magno del potere temporale del papa sugli Stati pontifici (774), conferì a questi nell'800, il titolo di imperatore romano, unendo così i regni di Roma e dei Franchi nel Sacro Romano Impero.
Carlo Magno (742-814), re dei Franchi, nipote di Carlo Martello, colui che aveva salvato l'Europa dai Mussulmani (si veda. pag. 626), fu uno dei grandi governanti di tutti i tempi. Regnò 46 anni, facendo molte guerre e conquiste di vasta risonanza. II suo regno comprendeva quella che è la moderna Germania, Francia, Svizzera, Austria, Ungheria, Belgio, e parte dell'Italia e della Spagna. Egli aiutava il papa che lo contraccambiava, e fu uno dei fattori di maggiore importanza nel portare il papato ad una posizione di potenza mondiale. Subito dopo la sua morte, in base al trattato di Verdun (843), il suo imperò venne diviso in quelle che divennero le basi della moderna Francia, Germania ed Italia. Da quel momento furono secoli di lotte incessanti per la supremazia tra papi e re francesi e tedeschi.
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II sacro romano impero
Istituito come abbiamo detto da Carlo Magno e Leone III, esso fu in un certo senso la restaurazione dell'Impero Romano d'Occidente, e sul trono sedettero re tedeschi, con il titolo di cesari, loro conferito dai papi è pretesa continuazione del vecchio impero romano, sotto il controllo congiunto di papi e imperatori. Questi ultimi regolavano le questioni temporali, mentre i papi quelle spirituali. Essendo però la Chiesa una istituzione dello stato, non fu sempre facile definirne la giurisdizione, e tale ordine di cose portò a molte aspre lotte tra papi ed imperatori.
Il Sacro Romano Impero, un nome piuttosto che un fatto compiuto, durò mille anni. Vi pose fine Napoleone nel 1806. Esso fu di utilità nel mescolare le civiltà romana e germanica da cui a sorta la vita del mondo moderno.
Stefano IV (816-817); Pasquale I (817-824); Eugenio II (824-827); Valentino (827); Gregorio IV (827-844); Sergio II (844-847); Leone IV (847-855); Benedetto III (855-858).
Le «decretali pseudo-isidoriane»
Nicola I (858-867) fu il primo papa che portò la corona. A sostegno delle sue pretese di autorità universale, egli usò con grande efficacia le «decretali pseudo-isidoriane», un libro apparso verso l'857 e contenente documenti che si autodefinivano lettere e decreti di vescovi e concilii del II e III secolo, tutte tendenti ad esaltare il potere papale. Si trattava evidentemente di falsi e corruzioni di antichi documenti storici, ma il loro carattere spurio fu scoperto solo alcuni secoli dopo. Se Nicola sapeva che si trattava di falsi, quantomeno egli menti affermando che erano stati conservati negli archivi della chiesa di Roma da tempi antichi. Essi servirono comunque al loro scopo: «dare alle pretese dei preti del Medio Evo, l'impronta dell'autorità conferita dalla antichità». II papato, risultato di un processo di secoli, venne fatto apparire come qualcosa di completo e immutabile sin dai suoi inizi. Lo scopo era di antidatare di cinque secoli il potere temporale dei papi. Questa fu la più colossale frode letteraria della storia.
Essa diede vigore al papato più di qualunque altro mezzo, e forma in larga parte la base del Diritto canonico della Chiesa romana.
La grande scissione del cristianesimo
Nicola prese a interferire negli affari della Chiesa Orientale e scomunico Fozio, patriarca di Costantinopoli, dal quale venne a sua volta scomunicato. Ne seguì la divisione della cristianità avvenuta nel 869 e completata nel 1054.
Benché l'impero fosse diviso sin dal 395 e vi fossero state lunghe e aspre lotte per il primato tra i papi di Roma e i patriarchi di Costantinopoli, la Chiesa era tuttavia rimasta una. Ai concili erano intervenuti rappresentanti sia dell'Oriente sia dell'Occidente. Fino all'anno 869, tutti i concili ecumenici erano stati tenuti a Costantinopoli o vicinanze, e in lingua greca. Alla fine però, le insistenti pretese del vescovo di Roma di essere capo della cristianità erano divenute intollerabili e l'Oriente si distaccava in maniera definitiva. Il Concilio di Costantinopoli dell'869 fu l'ultimo concilio ecumenico. Da quel momento la Chiesa greca ebbe i suoi concili e la Chiesa Romana i propri. Con i secoli la frattura si fece maggiore. Il brutale trattamento inflitto a Costantinopoli da parte degli eserciti di papa Innocenzo III durante le crociate amareggiò ancor maggiormente l'oriente, e la proclamazione del dogma dell'infallibilità papale, nel 1870, rese ancor più profondo il fossato.
II periodo più oscuro del papato
Adriano II (867-872); Giovanni VIII (872-882); Marino (882-884): con questi papi iniziò il periodo più oscuro del papato (870-1050). I duecento anni tra Nicola I e Gregorio VII viene dagli storici definito la mezzanotte del Medio Evo. La corruzione, l'immoralità e i sangue versato ne fanno il capitolo più nero della storia della Chiesa.
Adriano III (884-885); Stefano V (885-891); Formoso (891-896); Bonifazio VI (896); Stefano VI (896-897); Romano (897); Teodoro II (898); Giovanni IX (898-900); Benedetto IV (900-903); Leone V (903); Cristoforo (903-904).